L’utilità di fare ciò che sai già che non funziona per raggiungere l’obiettivo

Sai cosa funziona, lo sai benissimo. Per esempio, sai che funziona mettere impegno nel tuo obiettivo, dalla mattina appena ti svegli alla sera quando ti addormenti.

Ci hai messo tanto per capire cos’altro è efficace ai fini del tuo traguardo. Ora perché dovrei insinuarti il dubbio che può esserti utile fare proprio ciò che sai già che non funziona?

Chester Carlson fu l’inventore della xerografia, una tecnica su cui si basano le moderne fotocopiatrici e le stampanti laser. Prima di perfezionare la sua “copiatrice xerografica” nel 1960, costruì dei dispositivi che sapeva già non avrebbero funzionato.

Perché? Aveva bisogno di capire il motivo per cui non avrebbero funzionato.

Essere motivati a vedere i limiti

Non credo si trattasse di un folle, né di un masochista e neppure di un uomo che aveva tempo e risorse da buttare al vento.

Penso fosse una persona che voleva davvero bene alla sua idea. Immagino ci tenesse così tanto da avere il coraggio di far emergere i suoi limiti. Ritengo avesse una vorace curiosità che lo spingeva a scoprire ciò che avrebbe potuto rivelarsi fatale o determinante (in positivo). Credo avesse una fiducia in sé così salda da non temere gli effetti negativi della sua iniziativa. Presumo nutrisse un’ambizione davvero elevata.  

Perché fare ciò che sai già che non funziona, proprio per capire il motivo per cui non funziona, è assai rischioso. In termini di immagine verso gli altri, di aspettative deluse, di soldi e tempo investiti.

Cosa puoi decidere di voler fare proprio perché sai che non funziona?

Fare ciò che non funziona
Photo by Nathan Dumlao

Intanto stiamo parlando di azioni da fare all’interno della strategia che pensi ti permetterà di realizzare il tuo obiettivo. Il focus è sempre sul risultato che vuoi. 

Ipotizziamo tu voglia far crescere il numero di clienti e abbia deciso di farlo attraverso i social. Mettiamo pure ti abbiano detto che devi dare continuità ai contenuti. Perfetto. Se tu decidessi di provare la discontinuità, cosa accadrebbe? Cosa scopriresti su chi ti segue? E su di te? Cosa smuoverebbe in te questo cambiamento? In che modo questa operazione ti direbbe qualcosa in più sul motivo per cui la discontinuità non funziona? Come useresti queste nuove informazioni per raggiungere più velocemente il tuo traguardo?

Oppure. Immaginiamo tu voglia costruirti delle alleanze e sappia che la diplomazia in certi casi è importante. Cosa accadrebbe se scegliessi la linea dura? Cosa scopriresti sugli altri? Cosa ti rivelerebbero le loro reazioni sul tuo progetto? In che modo questo cambiamento ti confermerebbe l’importanza della diplomazia? Come useresti la spinta che ti viene da questa motivazione per creare delle alleanze più solide e affidabili?

Come fare, praticamente?

Pare che a Chester Carlson sia andata piuttosto bene questa strategia. Certo, non si sarà limitato a fare solo ciò che sapeva già non funzionare; avrà fatto anche quello che funzionava, ovvio. La tecnica in effetti ce l’ha lasciata, le stampanti funzionano anche grazie a lui e pare si sia pure arricchito.

Probabilmente usava questa tecnica per rinfrescare il suo sguardo sulle cose, per essere più obiettivo, per fare emergere dei potenziali limiti che gli sarebbero costati cari se non li avesse anticipati e risolti per tempo.

Al lato pratico, immagina il tuo progetto come un macchinario.

Se ti serve, schizza una bozza su un foglio.

Disegna degli ingranaggi e magari delle leve che rappresentino gli interruttori che puoi muovere e quelli che non devi toccare.

  • Quali movimenti sai che fanno girare bene il “macchinario” e produrre ciò che desideri? (Fai un elenco)
  • Quali movimenti sai che fanno girare male il “macchinario”, ingrippare, rallentare, bloccare? (Fai un elenco)
  • Quali movimenti a volte funzionano e altre volte no? (Fai un elenco)

Ora prova. Una variazione alla volta, per carità. Non scombinare tutto insieme ché poi non sai più cosa è stato rilevante e in quale modo. Registra i “risultati negativi”. Scruta la possibilità che ci siano risultati positivi inattesi (non dare per scontato che non ce ne siano). Osserva cosa è cambiato anche in altre variabili. Soprattutto, sii curioso/a su di te. Cosa ti smuove dentro tutto questo? Più determinazione? Maggiore attenzione? Una voglia di arrivare più intensa? Più smania di dimostrare? Più […]? Meno […]?

I motivi di ciò che non funziona aprono la mente a soluzioni innovative. Hai abbastanza curiosità da volerle scovare?

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