È la mia ultima possibilità, capisci? Dopo non ne ho più!

«È la mia ultima possibilità, capisci? Dopo non ne ho più! Quell’esame si può sostenere al massimo per 3 volte. La prima volta sono andata quasi senza studiare e mi è mancato pochissimo per passare. La seconda volta mi ero preparata di più, ma sono andata peggio della precedente. E adesso ho solo questa! Ma perché? Perché deve essere tutto così difficile nella mia vita? Per quale motivo non può andare bene alla prima botta, come capita a tanti? Eppoi, perché devo sempre soffrire così tanto per un risultato?»

Ieri sera, alla vigilia dell’esame, il tuo umore era inquieto: tutto sballottato fra la consapevolezza di dover credere in te stessa e i timori di chi sa che non può permettersi di sbagliare.

«Ricordiamoci che tu sei pure quella a cui piace Rocky… Uno che, notoriamente, si faceva pestare a sangue per tutte le riprese e vinceva solo all’ultima. Con un modello così, tu capisci, come puoi essere una donna da “buona la prima!”…?»

Sei scoppiata a ridere e hai cominciato ad accettare che, in fondo, i tuoi percorsi vanno così. O, almeno, così è stato finora.

Abbiamo cominciato a preparare questa ultima possibilità ad agosto, ricordi?

Non avevi voglia, eri senza motivazione, pensavi che superarlo o non superarlo non avrebbe cambiato la tua vita malgrado sapessi benissimo che potrebbe aprirti delle opportunità importanti. Ti ronzava per la testa:

«Ma che lo faccio a fare?»

Sostenuto da ciò che ti avevano detto quando eri piccolina:

«Voi non raggiungerete mai niente quando sarete adulti. Niente che abbia valore.» 

Ci siamo rimboccate le maniche. Hai trovato quel “valore” a cui andare incontro. La risposta a quella domanda, la tua motivazione, è saltata fuori.

Se così non fosse stato, non saresti riuscita a studiare anche quando i tuoi bimbi erano ammalati e non dormivi la notte; neppure saresti riuscita a tenere gli occhi aperti dopo una giornata di lavoro, quando tutto il mondo vuole riposarsi invece di aprire dei libri. È stato un autunno faticoso, in cui non ingranavi davvero. C’era sempre qualcosa che si inceppava, sempre un disturbo che si aggiungeva. E pure il tempo non giocava a favore: ce n’era ancora davanti e creava un attesa che sarebbe stato più facile sprecare che sfruttarla.

Ma negli ultimi mesi hai cambiato marcia.

Mi hai mandato messaggi in cui dicevi che stavi studiando e foto di appunti, di tazze di caffè, di mappe mentali. Lì ho capito che non saresti tornata più indietro.

Qualche giorno fa mi hai detto che avevi paura di deludermi. Ti ho risposto che mai avresti potuto deludermi. Perché quello che hai fatto finora, nelle condizioni in cui l’hai fatto (lavoro + famiglia + studio) ha dimostrato un carattere che pochi hanno.

Certo, quando ieri sera mi hai confessato:

«Quasi, quasi domani non vado!»

Lì, ho dovuto ritrattare la mia posizione: se tu non fossi andata, se tu avessi scelto di buttare al vento tutto questo impegno senza affrontare la tua ultima possibilità, allora sì, mi avresti delusa.

Abbiamo parlato di altro ieri sera…

Di cosa dovevi fare per riposarti, di come allontanare i pensieri che oggi potevano disturbarti, del timore che tutto questo non bastasse.

«Hai mai fatto sport?»

«Sì, nuoto.»

«E come facevi a sapere che bastava quello che stavi facendo?»

«Mi concentravo sul momento e basta.

Ultima possibilità di passare l'esame
Photo by Chuttersnap

«Ed è quello che farai anche domani: concentrata sul momento e basta. Domani io “sparisco”, come “sparisce” tuo marito e i tuoi bimbi, “spariscono” gli altri che faranno l’esame con te e “sparisce” chi ti valuterà. Esisti solo tu, ciò che hai imparato e la voglia di dimostrare quanto mazzo ti sei fatta.»

«Adesso che mi ci fai pensare, anche le prime vasche… faccio una gran fatica a farle. Devo sempre stare lì a motivarmi. Ma poi, dopo le prime, ingrano e potrei andare avanti all’infinito.»

«Vedi? Vedi che sei fatta così? Per l’esame è la stessa cosa: le prime due vasche faticose le hai già fatte. Da domani cominciano 3 giorni di vasche in cui ti diverti e te la godi.»

Stamattina, quando mi hai chiamata, ho sentito che eri sul pezzo.

Il parallelismo sulla “vasca” ti è piaciuto e ti ha aiutata a vedere diversamente gli insuccessi precedenti e l’ultima possibilità che stai affrontando. 

Questo post è il mio modo di pensarti S., in queste ore in cui affronti la prima di questi 3 giorni di prove.

Ti incito da bordo piscina, cantando la tua canzone preferita… ❤

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