L’abilità di non limitare la creatività con le proprie mappe mentali

“È come quando siete piccoli, e per la prima volta vi trovate ad affrontare una porta: inizialmente potreste cercare di camminarci attraverso… finireste con lo sbatterci il naso. Ad ogni modo, l’esperienza vi consente di cominciare a costruire una certa mappa della realtà. Poi notate che quando le persone afferrano una piccola cosa tonda che sporge dalla porta, quest’ultima si apre magicamente. Quindi provate anche voi a giocherellare con quella piccola cosa tonda, ed improvvisamente la porta si apre. Lo aggiungete alla mappa. In men che non si dica imparate ad allungare elegantemente la mano per far ruotare la maniglia e ad attraversa la porta, ed arricchite ulteriormente la vostra mappa. Poi, un giorno, arrivate davanti ad una porta senza maniglia. E adesso che fate? Dovete lasciare spazio alla vostra creatività, scoprire come attraversarla ed aggiungere l’esperienza alla vostra mappa. Iniziate a osservare degli schemi ricorrenti e a creare delle categorie: porte con maniglie, porte con maniglioni orizzontali su cui fare pressione, porte girevoli, … […] Da un lato, creare queste mappe ci permette di essere più efficienti. Dall’altro, le mappe già esistenti possono iniziare a limitare la nostra abilità di percepire nuove scelte e nuove possibilità.

Robert B. Dilts

Non si può solo limare ciò che c’è, bisogna anche aggiungere

L’abilità di non limitare la creatività con le proprie mappe mentali
Photo by Ratiu Bia

Noi, abituati a migliorare, sappiamo che è necessario prenderci cura dei nostri pensieri.

Il fatto stesso di metterci sempre alla prova, ci pone fuori dalla zona di comfort ed è lì che ci accorgiamo delle convinzioni che ci limitano.

Ma non si può sempre e solo limare, bisogna anche aggiungere.

Io mi stupisco spesso dei pensieri che non ho. Non (più) di quelli che ho, ma di quelli che non ho.

Per riprendere la citazione di Dilts, non mi stupisco del fatto che apro la porta con la pressione della mano, semmai mi chiedo perché non mi viene in mente di usare il gomito per fare lo stesso gesto.

Come mi accorgo dei pensieri che non ho?

Confrontandomi con persone molto diverse da me. Perché frequentare chi è molto simile a me è più facile, certo, ma anche un altro modo per limitare la mia esperienza del mondo.

Per esempio, ultimamente guardo tutte le mattine i video di Casey Neistat, con cui credo di non aver proprio nulla da spartire.

Mi metto lì. Osservo. Mi interrogo:

  • Perché non ho mai pensato di imparare ad andare con lo skateboard?
  • Come fa a conservare l’entusiasmo per la nuova tecnologia malgrado ne abbia fino alla noia?
  • Come fa ad avere sempre qualcosa da raccontare?
  • Perché ha scelto quello studio e l’ha arredato in quel modo?

Quando ne parlo con gli amici, mi guardano con faccia un po’ allucinata della serie:

“Ma cosa ti importa?”

La risposta è sempre:

“Mi importa perché ciò che mi ha portato dove sono non è ciò che mi porterà dove voglio andare. I pensieri che non ho, mi sono indispensabili.”

L’abilità di non lasciarsi limitare dalle proprie mappe mentali

Ho detto tante volte che la creatività è fondamentale per cercare soluzioni e tutti abbiamo bisogno di soluzioni.

Ti propongo un esercizio per allenarla.

Mettiti di fronte a una persona, con l’approccio “non ti conosco”.

Poniti di fronte a una situazione, con il metodo“non so di cosa state parlando”.

Approcciati a un oggetto con l’attitudine: “non so a cosa serva”.

Ascolta una canzone, guarda un film con il pensiero: “mai sentito/mai visto”.

Passa da “lo so” a “non lo so”, “mi è sconosciuto”.

Come un bimbo di fronte alla sua prima porta. In fondo, una soluzione non è forse una via d’accesso che si apre su un mondo migliore?

Non è facile non limitare la nostra creatività.

Serve molta umiltà per fare tabula rasa delle mappe mentali preesistenti. Occorre molta curiosità per scoprire cosa ci stiamo precludendo.

Bisogna avere molta determinazione per superare la tendenza della mente a ricollegarsi a ciò che già conosce (tornando alle rassicuranti abitudini).

Non è facile, ma è illuminante. I pensieri (che non avevo) mi stanno aprendo gli occhi su opportunità (che non vedevo).

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