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Quando la creatività crea problemi invece di risolverli è tempo di imparare a gestirla

La creatività può essere una potente alleata perché ti aiuta a cercare soluzioni. Fra parentesi, tutti hanno bisogno di soluzioni: dalla mamma che deve trovare il modo per motivare il figlio a fare i compiti fino al dirigente che deve dare impulso ai fatturati della sua azienda.

Ma la creatività può essere anche una nemica, quando va per conto suo, senza che tu neppure te accorga.

Seguimi, ti spiego.

Stavo facendo la spesa in un supermercato; fra la pesata dei pomodori e quella degli spinaci, mi sono accorta di quanta gente avvilita ci fosse attorno a me. Di fronte agli avocado, invece, vicino ai frutti proveniente da paesi esotici, mi è partita una domanda:

“Quand’è che siamo diventati un paese così triste? Quand’è che abbiamo smesso di credere in un cambiamento possibile?”

Mi è venuto in mente il twit di Raffaello Zanini:

Ha ragione. Specie sull’ottenere “a comando” il cambiamento di uno stato emotivo e, per di più, estendendolo a tutta la popolazione.

Ci sono attitudini e convinzioni che si stanno diffondendo nel tessuto culturale e come dice Malcom Gladwell in “Fuoriclasse”:

“Il retaggio culturale ha un peso: è potente e persuasivo, e dura a lungo anche quando non arreca più i vantaggi di un tempo.” 

Io non mi aspetto che le persone passino così, di punto in bianco, da: 

“È impossibile! Non vedo soluzioni!”

A

“Wow! come facevo a non vederle?”

So che è possibile, per carità! Aiuto tante persone in questo tipo di cambiamento, ma diamine quanto impegno ci mettiamo io e loro per arrivare a quel risultato!

La creatività è un processo

Ignorare come funziona quel processo può essere un problema e nemmeno da poco. La maggior parte delle persone:

  • Non sa come mette in modo il proprio processo creativo (eppure lo usa)
  • Non riesce a parlare del proprio processo creativo (non conoscendolo, mi pare ovvio)
  • Non sa cosa ostacola il proprio processo creativo (quindi non sa neppure liberarlo)
  • Non sa cosa funziona del proprio processo creativo (quindi non riesce a valorizzarlo)

Come si ricollega tutto questo al “siamo diventati un paese triste”?

Quando le persone si rivolgono a me sono quasi sempre delle “fucine di negatività”. Sono super creativi, ma in modo limitante. Vedono problemi ovunque. Vedono ostacoli per ogni passo.

Non è mica facile vedere intralci a ogni passaggio, eh! Devi avere allenato la tua mente a individuare solo quelli. Devi avere abituato il tuo pensiero a scartare le soluzioni. Devi aver imparato a lasciare andare la fantasia a briglia sciolta su tutto il peggio che può accadere.

Devi anche aver fatto tutto questo un numero tale di volte, per un numero tale di anni, che ormai ti viene così… con la naturalezza con cui guidi la macchina e intanto mica pensi “Uh! Sto guidando la macchina!”… No, lo fai e basta.

Ti sembra roba da poco aver imparato a non gestire la creatività o aver imparato a usare la creatività in modo limitante? 

Come direbbe Luigi Ghirri,

“Il problema è dare un percorso e ordinare lo sguardo in una certa direzione.”

“Ordinare lo sguardo” è un concetto meraviglioso ai miei occhi.

Fare ordine fra tutto ciò che vediamo significa smettere di subire il mondo in cui siamo immersi, da cui riceviamo input continuamente. Significa essere consapevoli che alcune informazioni sono importanti e altre no, che siamo abituati a prestare attenzione ad alcuni particolari e a ignorarne altri (e forse, invece, sarebbero proprio quelli a cui dovremmo dare più valore).

Quanto la creatività crea problemi invece di risolverli

photo by Anurag Arora

La creatività nel quotidiano

Puoi guardare il prezzo dei pomodori, pensare che costano troppo, agganciarti al costo della vita in generale, seguire il flusso di tutto quello che non puoi permetterti, e giorno dopo giorno entrare in un tunnel che ti fa guardare sempre più in basso.

Stai “ordinando lo sguardo in una certa direzione”, sì. Ma qual è questa direzione?

Se ti vuoi prendere un po’ di tempo, su questo tema è molto interessante questo podcast consigliato da Martino Pietropoli:

Orientare la creatività al negativo non è l’unico modo in cui puoi “ordinare lo sguardo”

Potresti anche guardare il prezzo dei pomodori, pensare che costano troppo, chiederti dove pagarli meno, fare ricerche comparate, e chissà magari crei un business che ti cambia la vita, partendo da un’esigenza che è tua ma potrebbe essere di chissà quante altre persone.

Io ci credo che possiamo tornare a essere un paese sorridente. Sinceramente sorridente.

Però dobbiamo cambiare le nostre menti. Un futuro migliore non si costruirà a comando e di punto in bianco. Sarebbe bene ricordare che i grandi traguardi si realizzano mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, impegno dopo impegno. 

E in tutto questo ci servirà tanta creatività. Gestita bene, però.

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One thought on “Quando la creatività crea problemi invece di risolverli è tempo di imparare a gestirla

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