Ogni risultato migliore passa attraverso una migliore gestione di sé

“C’è soltanto una cosa che conti veramente, ed è su questa che si basa la mia definizione di successo: voglio essere capace di scrivere la miglior composizione musicale del momento. E pure la successiva deve essere il pezzo migliore che io sia capace di scrivere. E deve far parte di una “stirpe” di pezzi che migliorano sempre e cambiano continuamente. Il mio editore ha menzionato una caratteristica delle mie opere e cioè che ognuna di esse è differente. Ha detto: “Vedo il filo della tua personalità attraversare tutte le tue opere”. E questo mi piace.”

Michael Colgrass, Premio Pulitzer per la musica (1978)

La convinzione del migliore

Ogni risultato migliore passa attraverso una migliore gestione di sé
Photo by Allef Vinicius

Ogni convinzione genera un’azione coerente.

Se credi che ogni tuo nuovo prodotto debba essere migliore del precedente, ti attiverai in modo coerente con quel pensiero.

Se ti imponi che ogni nuova interazione con una persona debba essere migliore della precedente, la tua comunicazione sarà allineata di conseguenza.

Se hai l’ambizione che ogni nuovo risultato debba essere migliore del precedente, i tuoi allenamenti saranno congruenti al tuo pensiero.

Certo, non sarà un percorso senza mai una pecca, senza mai una flessione o una caduta, senza mai un dubbio.

Ma quel “filo della tua personalità”, quella convinzione a fare meglio, ti servirà sempre come riferimento, anche nei momenti di smarrimento.

Le difficoltà che incontri e che incontrerai sempre.

Certi standard di qualità sono la tua zona di comfortIn fondo, sai come ripeterli.

Per fare sempre meglio, ti spingi oltre una linea di confine che è stata tracciata dal tuo ultimo progresso. Aggiungi un anello che ingloba il precedente. Devi sentirti forte di ciò che hai già fatto. È lì, c’è stato, l’hai costruito tu. Nessuno te lo toglie.

Per andare oltre devi aggiungere o limare. In ogni caso, devi passare di nuovo da altre convinzioni. In sostanza, ogni tuo risultato migliore passa attraverso una migliore gestione di te.

Ho un cliente, di quelli veramente tostissimi sul fronte del miglioramento personale, con il quale abbiamo dovuto varcare questa porta per accedere al livello successivo:

“Se penso alla mole di cose che ho da fare mi “scade” la poesia. Lo so che tu mi dirai “la non voglia è sintomo di qualcos’altro”. Si, è sintomo che quando sono di fretta o comunque ho tempi serrati mi passa la poesia.”

In effetti, lo capisco. Credo ci sia una poesia in ogni obiettivo. O forse la poesia è la manifestazione di quanto ci tieni. Quando scompare quell’alone di desiderio e meraviglia, quando restano le azioni nude e crude, diventa tutto più complicato e più pesante.

Passi dall’entusiasmo al sentirti in dovere. Quando fai per “dovere”, non ci metti l’anima; non ci metti quella parte di te che farebbe la differenza se non fosse rimasta appiccicata alla poesia che non vedi più.

Da bloccato a sbloccato

“Diciamo che sei bloccato. È una cosa terribile quando accade, non perché non ne uscirai, so di certo che mi sbloccherò; non è questo il punto, ma quando sono bloccato sento che ho fatto qualcosa di sbagliato, o che sto per fare qualcosa di sbagliato”

Michael Colgrass, Premio Pulitzer per la musica (1978)

Capita anche a te?

Fermati e chiediti:

  • Cosa sto sbagliando e limita il mio processo creativo?

  • Quali immagini sto visualizzando? Quali, invece, sto scartando? Quali sarebbe meglio visualizzassi?

  • Quali parole sto usando per parlarmi? Quali, invece, non sto utilizzando? Quali sarebbe meglio usassi?

  • Quali gesti sto facendo? Quali, invece, ho escluso? Quali sarebbe meglio mettessi in atto?

  • Chi sa ispirarmi, di solito?

  • Chi userà/leggerà/ascolterà? Quali benefici avrà?

Poi, quando sarai di nuovo in pista, probabilmente penserai quello che mi ha detto il mio cliente qualche giorno dopo la sessione:

“Una vita al fronte come faccio io e tanti altri, è ricca di casini ma anche di soddisfazioni che non proverà mai chi non fa così. Ma mai proprio. E l’uomo va troppo a nozze con la gioia della conquista per evitarla del tutto. La gioia della conquista fa troppo parte dell’esistenza, della natura umana.”

Sì. Ogni risultato migliore passa decisamente attraverso una migliore gestione di sé.

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