La brillante Alessia Savi presenta il suo libro “Verso le luci del Nord”

Alessia Savi. Di persona, finalmente. Per la prima volta fra me e lei non c’è uno schermo: ora ci separa solo la porta di vetro della libreria “Piccoli Labirinti” di Parma.

Fa gli onori di casa, mi fa entrare e mi sorride:

«Coach!»

«Alessia! Stella!»

Ci abbracciamo forte. Ogni tanto cerco di sganciarmi per osservarla in viso e capire come si sente. Quando ci riesco, intercetto il suo sguardo e mi rendo conto che è in “trance agonistica”, quella condizione in cui non capisci bene quello che stai facendo, ma ti sei allenato alla grande perciò andrà tutto come previsto. 

Avevamo definito questo obiettivo ad aprile dell’anno scorso. Se tu potessi controllare sul file in cui c’era il suo piano d’azione, noteresti che ha fatto tutto. Il che non è per nulla scontato ed è un merito che le va riconosciuto. Molte strategie sono bellissime a livello teorico e i loro proprietari le lasciano morire senza attuarle. Lei no. Lei ha fatto tutto quello che si era promessa e impegnata a fare.

Alessia Savi sta per presentare il suo libro Verso le luci del nord”.

È la sua prima volta, eppure non sembra. Ha fatto realizzare dei segnalibri personalizzati, firma autografi sulle copie cartacee già prima di cominciare. Ha una bella squadra che la supporta: Ernesto la presenta informandoci che la sua libreria sostiene i giovani emergenti; Giuditta è l’amica e moderatrice che la stimola, la punzecchia e le fa tirare fuori il meglio di sé; Elisa si occupa delle foto dell’evento e, per il gran finale, si rivelerà essere la persona che ha realizzato il booktrailer.

Io mi siedo in seconda fila, proprio di fronte a lei. In una delle primissime sessioni insieme mi ha definita il suo “paracadute” e mi sembra doveroso esserlo anche in questa occasione. Giovedì sera ci eravamo sentite al telefono e, scherzando, le ho detto:

«Ci facciamo i segni come i giocatori di poker… Quando alzo il sopracciglio tu capisci che…»

Lei è stata al gioco, ma io giocavo seriamente.

Perciò, capisci, la mia posizione era strategica. L’allenatore sta in panchina, ma il contatto visivo con il giocatore, specie in alcuni momenti della partita, è fondamentale.

Alessia, ti rendi conto di quanto sei cresciuta in un solo anno?

Quando abbiamo iniziato il percorso insieme si sentiva “messa da parte” e non si prendeva la sua scena. Ora è qui davanti a me: protagonista assoluta insieme alla sua opera. Ti rendi conto?

Quando abbiamo iniziato il percorso insieme non si piaceva e non aveva fiducia in se stessa. Ora è qui davanti a me: bellissima, brillante, raggiante. Ti rendi conto?

Quando abbiamo iniziato il percorso insieme si sentiva dannatamente insicura nelle relazioni interpersonali. Ora è qui davanti a me: disinvolta, accogliente, aperta agli altri. Ti rendi conto?

Ecco, comincia.

Capisco che è emozionata, ma vedo che la sta gestendo bene. 

Molto modestamente dice che tutte le persone, se volessero, potrebbero scrivere. Intende farci presente che tutti abbiamo gli strumenti per poter mettere insieme una parola dietro l’altra. Non ne sono molto convinta, ma la sua amica Giuditta, lo dice molto meglio di quanto farei io:

“Anche ammesso che tutti possano scrivere, non tutti sono in grado di emozionare. E tu sai emozionare!”

Alessia Savi Presentazione Verso le luci del nord
Alessia Savi alla prima presentazione del suo libro “Verso le luci del nord”

Ci parla dei suoi personaggi, del rapporto che ha con loro, del suo processo creativo, della durezza che è l’esperienza dell’editing. Si racconta a noi ed è felice di farlo. Permette alla sua passione di emergere e coinvolgerci tutti.

Mi ero immaginata così questa scena? Sì.

E forte di questo traguardo, me ne nasce un’altra in mente, uno step ancora più evoluto… Un giorno, chissà…

Ha la fila delle persone che le chiedono l’autografo, come una scrittrice navigata. Naturalmente ci sono anche io. Sulla mia ha scritto:

“A Paola,

perché insieme abbiamo vinto la vecchia me stessa.

Perché questo nostro viaggio ci porti in cielo, insieme.

Grazie coach! ♥”

Sono onorata di averti accompagnata fin qui; ti accompagnerò in alto quanto la tua ambizione ti spingerà.

Me ne vado prima del rinfresco, anche se mi dispiace molto non poter restare ancora. Prima di andarmene ci abbracciamo ancora, altre due volte in un lasso di tempo molto breve. Del resto, gli abbracci non bastano mai. Ci promettiamo di ricreare un’occasione, un pretesto per incontrarci di nuovo. Non ho dubbi che sarà così.

Secondo l’allenatore John Madden 

“Vincere è il miglior deodorante che esista”

Posso garantirvi che Alessia Savi profuma di buono!

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2 Comments

  1. Ancora grazie ❤
    Mi hai commossa un sacco con questo resoconto e più penso a com’ero, più mi sforzo di cercare quell’immagine allo specchio e più mi accorgo che non esiste più.
    Che ha finito il suo tempo.
    Ripenso a domenica e non mi capacito ancora di ciò che ho fatto, e di ciò che ho fatto in questi mesi senza quasi rendermene conto.
    E sai cosa mi stupisce più di tutto?
    Il mio sorriso.
    Un sorriso che spunta in troppe foto per essere frutto del nervosismo.
    Grazie coach, e avanti tutta!
    Abbiamo una visione da realizzare, o sbaglio?

     
    1. Perché? Davvero esistono anche foto in cui non sorridi? Ahahah!
      Guarda, neppure io ho più in mente la “vecchia Alessia”, te lo giuro. Sono dovuta andare a ripescarla nelle email per ricordarmi com’eri perché domenica sembrava che tu fossi sempre stata così, da sempre.
      Eh, sì… Abbiamo una visione da realizzare! 😉 ♥

       

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