Dal sentirmi mediocre all’essere intraprendente

Cos’è che ti fa sentire mediocre?
Personalmente mi percepisco mediocre quando “tiro ad indovinare”, come mi disse tempo fa il Prof di Anatomia Artistica.

Dal sentirmi mediocre alla trasformazione in persona intraprendente

Indovina indovinello

All’epoca frequentavo l’Accademia delle Belle Arti, e mentre il Prof visionava uno dei miei disegni preferiti, sentenziò:

Beh Giuseppe la mano della statua l’hai disegnata bene, ma il resto del corpo? Sembra messo tutto a caso: il disegno manca di riferimenti, è sproporzionato.”

Avrei voluto replicare, ma quella non era una discussione aperta. Il prof continuò:

Sai perché hai disegnato bene solo la mano? Perché il talento c’è e quindi hai intuito la posizione: ma non puoi limitare il tutto all’intuizione, ti manca il metodo.”

Poi, il colpo di grazia:

“In sostanza, tu disegni tirando ad indovinare. Il disegno anatomico è scienza; tu così lo rendi mediocre.”

Ci rimasi davvero male, ma il Prof aveva ragione.

Quando tiro ad indovinare per risolvere una situazione, puntualmente vengono fuori delle autentiche schifezze. Appena ne prendo consapevolezza la prima cosa che mi dico è:

Sono mediocre.”

Parte così la chiusura in me stesso, l’avvilimento emotivo e il piangersi addosso: la via comoda insomma.
Già, perché tutto sommato è così.
Quando un individuo “accoglie” la mediocrità si sente in diritto di alzare bandiera bianca, di crogiolarsi nei propri insuccessi, di incolpare le situazioni avverse e i complottisti che tramano per il suo fallimento. I rischi sono ridotti a zero e si vive in un limbo che, per quanto fastidioso, garantisce il comfort. Si crea così un equilibrio denso e torbido da cui è meglio non muoversi e non sbilanciarsi troppo.

Ma io sono davvero così?

Sono mediocre, oppure è stato solo un momento in cui ho agito con fare mediocre?

Certo può capitare di commettere errori: siamo pur sempre esseri umani.
In fondo mi conosco e so bene di possedere uno spirito di intraprendenza che adora rompere gli equilibri, sbilanciarsi e accettare sfide!
Un episodio maldestro non può inficiare l’operato di una vita che conduce al massimo delle prestazioni.

La stramberia intraprendente

Tornando al periodo accademico, ricordo la faccia basita della Prof di Storia del Restauro, quando al suo esame esordii con “Il Giorno della Civetta” di Leonardo Sciascia che usai per introdurre un manuale tecnico sulla conservazione dei beni culturali. Cioè, avevo accostato un romanzo letto per i fatti miei durante l’estate, alla bibliografia d’esame: mi spinsi davvero oltre, ai limiti del sacrilegio!
Gli occhi sbarrati della Prof dicevano chiaramente:

“Questo è strambo!”

Per quanto “squilibrato” fosse quel mio approccio all’esame, sapevo bene quel che facevo; e avevo ammaliato la Prof, infatti.
Quella stramberia mi valse un 30 che si aggiunse ad una media già alta, utile ad ottenere la borsa di studio.
La mia intraprendenza fu premiata come avevo previsto. Ed ebbi la conferma (seppur ce ne fosse stato bisogno) di essere tutt’altro che mediocre, bensì un intellettuale!

Molla i freni e sbilanciamoci in avanti

Con il tempo ho notato questa costante: l’uso della stramberia alimenta il cammino della mia intraprendenza e la corsa è più agevole quando mollo i freni inibitori. La qualità del mio operato s’è sempre distinta, pur avvalendosi di metodi poco tradizionali; ho osato e ho spostato i baricentri delle convinzioni creando degli “squilibri” nella mia routine e nelle abitudini, ogni volta che ne avvertivo la banalità.
È così che ho scoperto l’amore che nutro verso la scrittura e mi permette di conoscere e collaborare con persone dalle capacità e dall’umanità eccezionali. E so che tanto altro ancora dovrà succedere.

La mediocrità non mi conviene

Ho smesso di tirare ad indovinare: ora mi sbilancio e spingo in avanti il mio potenziale perché sono intraprendente.

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