Il terreno minato della separazione e la costruzione di nuovi equilibri

“Mi sono bloccato su questo aspetto della separazione. Non riesco a superare quell’ostacolo di dovermi staccare dai bambini. Quello che mi frena è l’incertezza del lasciare la zona di comfort di “padre come lo sono adesso” per una zona sconosciuta.”

Il terreno minato della separazione

Non c’è nulla di facile nel chiudere una storia d’amore. Non c’è niente di semplice nel gestire la separazione di una coppia e tutte le persone coinvolte, più o meno direttamente.

“Il matrimonio era una cosa sacra e non avevo mai pensato che sarebbe potuto succedere proprio a me di separarmi. Poi non è una cosa così insolita perché quando accompagno i miei figli a scuola lo vedo bene che la metà dei loro compagni ha i genitori separati.”

Sì, certo, la parte razionale sa tutto questo.

Poi però, c’è quella vocina che dice:

Come penso di muovermi, vedo che ci sono tante mine in giro.

Nella nuova situazione vorrebbe essere in armonia con la ex moglie, vorrebbe essere un ottimo padre per i suoi figli, vorrebbe la libertà di potersi costruire una nuova vita con chi si dimostrerà all’altezza della relazione che desidera.

Solo che la strada che lo conduce dalla condizione attuale a quella nuova è un terreno minato in cui deve fare molta attenzione a dove poggia i piedi. Non mi pare molto strano che si sia bloccato in questo momento.

Chi non lo sarebbe di fronte a un’immagine di questo tipo?

Diciamo che, però, non aveva dato peso all’espressione che stava usando per descrivere la condizione in cui sente di trovarsi finché non gliel’ho fatto notare.

È stato a quel punto che ha preso il bloc notes e ha cominciato a disegnare un punto di partenza e un punto di arrivo e in mezzo tante “mine” (16 per l’esattezza).

Guardandole, si è reso conto di dover

“Bonificare l’area per poter andare avanti e indietro tranquillamente.”

E anche che

“Forse giganteggio qualche mina.”

Le sta davvero immaginando più pericolose di quel che sono realmente? 

Non possiamo saperlo finché non avrà dato loro un nome. 

L’ho invitato a guardarle e a scrivere delle descrizioni sopra ognuna di esse.

Ne riporto qualcuna:

“Sono preoccupato per mia moglie, da sola, con i bambini da gestire”

“Mia madre prega perché ci ripensiamo entrambi”

“Mi servirà un reddito ancora più alto per tenere in piedi tutto”

“Come sarà la gestione delle ferie con i bambini?”


E via così, fino ad identificarne 10 (le altre deve scovarle da solo, come “compito a casa”).

Al momento, essenziale è che non sia più fermo; questa mattina, mentre scrivo questo post ho ricevuto la sua mail:

“Grazie Paola, credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Il fatto di avere individuato il problema, ossia le mine che sono disseminate sul sentiero tra lo stato attuale e quello futuro e desiderato, mi ha già dato molta fiducia. Ieri sera caso vuole che con ********* si sia avviato il discorso (senza che io lo abbia provocato) sul prossimo futuro, sulle vacanze con i bimbi, sul fatto di parlarne con loro della situazione, ecc…”

Ottimo! Ha ritrovato fiducia in sé, non si sente più impotente di fronte alla distesa di minacce e aspettative, ma si sente parte attiva della costruzione di un futuro migliore per sé e per i suoi cari.

Una separazione in armonia

Nei prossimi giorni, da buon “aspirante artificiere”, dovrà studiare ogni singola mina, le sue caratteristiche, com’è fatta, cosa la rende pericolosa (essendo tutte diverse, avranno bisogno di una strategia specifica).

Abbiamo già concordato che nella prossima sessione l’aiuterò a capire quale filo tagliare per disinnescare ognuna di esse affinché quel terreno non sia più sterile, ma diventi terreno fecondo da cui raccogliere tanti frutti e su cui passare felici momenti in armonia.

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