Un antidoto contro la pigrizia che ti impedisce di raggiungere l’obiettivo

Uh, la pigrizia! Com’è subdola la pigrizia! 

«A me scoccia ogni giorno avere un impegno da rispettare»
«Ti scoccia…»
«Sì, e lo so che è sbagliato…»

un antidoto anti pigriziaHai un obiettivo, lo definisci per bene, decidi la strategia per raggiungerlo. Sulla carta funziona tutto.

Poi però, affinché diventi reale, devi agire in modo coerente, seguendo il piano.

Ovvero, se il tuo piano ti dice che ogni giorno devi fare l’azione A, ogni giorno devi fare effettivamente l’azione A.

L’impegno che hai preso è con te, per un obiettivo a cui tieni, no?

A rigor di logica, dovresti dare la stessa risposta che ha dato Natalie Portman alla domanda:

“Come riesce a continuare a studiare, impegnarsi in molte cause, fare film?”

“[…] Mi piace fare programmi e rispettarli.

Per lei, addirittura è un piacere. Forse perché ne vede i risultati

Perché, nel tuo caso invece, dovrebbe vincere la pigrizia?

Intanto perché la pigrizia può essere anche una rivelatrice di “falsi obiettivi

In questi casi, bisogna aggiustare il tiro all’origine: sull’obiettivo in sé e/o sulle motivazioni per cui l’hai definito.

Oppure c’è anche un’altra ipotesi: ci tieni e, allo stesso tempo, non hai l’abitudine alla continuità.

Cioè: sai quant’è importante la disciplina. L’hai letto nei libri, te l’hanno detto ai corsi, hai persone intorno che te lo ricordano. Però… Non passa… Il concetto non passa…

Interessanti mi sembrano le riflessioni di un’altra mia cliente:

«La pigrizia è stata la mia principale nemica. Più di tutti gli altri problemi che posso aver avuto nella vita, che forse se fossi stata meno pigra alcuni sarei anche riuscita a risolverli. Non è solo la non voglia di fare, che sai ci sta ogni tanto, ma un sistematico meccanismo autodistruttivo. La pigrizia mi ha portata a non andare in un posto, a non frequentare questo o quello. Cioè una specie di strega rompiballe sempre dietro a parlare (ah le mie metafore) in un chiacchiericcio costante e stordente. A non fare, non dire, subire perché tanto a che serve. E invece mi rendevo conto, nel mio subconscio, che no… non bisognava far così, che era meglio andare a muso duro (in base alle situazioni, ma prendilo in generale come un “non lasciar correre”) e affrontare le cose. Perché sai, la pigrizia poi ti fa diventare debole

“La pigrizia poi ti fa diventare debole”. Ma quante persone l’hanno capito?

Stavo già preparando questo post quando ho trovato quest’altro che mi pare interessante: “come cambia il corpo quando smettiamo di allenarci: le trasformazioni dopo una settimana, un mese, un anno“. 

Sulla base di questo articolo, potremmo costruire il nostro “antidoto contro la pigrizia personalizzato“.

Prendiamo sempre l’azione A che la tua pigrizia ti impedisce di fare. Poniamoci delle domande su tutto ciò che ne è collegato e condizionato

  • Se non faccio l’azione A per un po’ di giorni
    • Cosa penseranno le persone che sanno del mio obiettivo e non mi vedono agire in modo coerente?
    • Chi può essere condizionato dalla mia pigrizia?
    • Quali altre azioni, di conseguenza, ritarderanno?
    • Quali azioni non potranno più essere portate a termine?
    • Cosa diventerà più complicato? In che modo?
  • Se non faccio l’azione A per una settimana
    • Cosa penseranno le persone che sanno del mio obiettivo e non mi vedono agire in modo coerente?
    • Chi può essere condizionato dalla mia pigrizia?
    • Quali altre azioni, di conseguenza, ritarderanno?
    • Quali azioni non potranno più essere portate a termine?
    • Cosa diventerà più complicato? In che modo?
  • Se non faccio l’azione A per un mese… 
    • Cosa penseranno le persone che sanno del mio obiettivo e non mi vedono agire in modo coerente?
    • Chi può essere condizionato dalla mia pigrizia?
    • Quali altre azioni, di conseguenza, ritarderanno?
    • Quali azioni non potranno più essere portate a termine?
    • Cosa diventerà più complicato? In che modo?
  • Se non faccio l’azione A per un anno… 
    • Cosa penseranno le persone che sanno del mio obiettivo e non mi vedono agire in modo coerente?
    • Chi può essere condizionato dalla mia pigrizia?
    • Quali altre azioni, di conseguenza, ritarderanno?
    • Quali azioni non potranno più essere portate a termine?
    • Cosa diventerà più complicato? In che modo?

Hai provato a rispondere?

Hai provato a fare un viaggio nel tempo alla scoperta degli effetti negativi della tua pigrizia? Spero proprio di sì, perché la pigrizia è il frutto di una visione miope.

Quando avrai messo in pratica questo antidoto, quando la vecchia tentazione ti assalirà e tu saprai come contrastarla, scoprirai che non c’è nulla del proprio carattere che non possa essere cambiato. Capirai che, in fondo, era solo questione di instaurare una nuova abitudine.

E diventerà un piacere rispettare gli impegni presi con te, proprio come dice Natalie…

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3 Comments

  1. Ciao Paola, sono Lucia.
    È da un pò che tengo il tuo sito sulla prima schermata dell’iPad.
    Ogni tanto ti leggo.. e ho sempre la tentazione di scriverti per fissare un colloquio con te, per capire se puoi aiutarmi.
    Il tuo post di oggi mi ha mosso qualcosa…mi ha fatto riflettere sulla mia tendenza a procrastinare … per pigrizia credo… e c’è una domanda che tu inviti a farsi.
    “Chi può essere condizionato dalla mia pigrizia?”
    Ecco, mi risuona dentro…. e sto riflettendo.
    Grazie Paola

     

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