Tutti i sogni hanno un prezzo. Hai calcolato quanto costa il tuo?

Realizzare i propri sogni ha un prezzo. Perciò ne ho fin sopra i capelli di due tipi di atteggiamenti:

  • Il prezzo dei sogniQuelli che la fanno facile (leggi: “molla tutto e insegui il tuo sognoooooo yeppaaaaa”)
  • Quelli che sono orgogliosi di essere sognatori inconcludenti, cioè quelle persone che potrei anche chiamare “sognatori puri” che guardano chi si sporca le mani con la realtà con una certa spocchia un po’ snob (esistono!).

Direi che questa mia stanchezza fa parte della mia mentalità da coach, lo so. A te può importare poco o nulla. Ma forse questo non è vero: se stai cercando di realizzare il tuo sogno, sai benissimo quanto impegno ti costa, quante rinunce, quanto tempo, quante delusioni. Quindi, ascoltare certi discorsi, vedere certe espressioni, può generare anche in te un certo disagio.

Dice Anthony Robbins:

“Quello che fa di molte persone dei sognatori anziché delle persone che vivono i loro sogni è che i sognatori non hanno mai calcolato il prezzo dei loro sogni.”

Quelli che “la fanno facile“, volano dritti all’immagine del risultato senza soffermarsi a fare 2+2+3+5+ … = ???

(Nota che ho scritto “immagine del risultato”, non “risultato” nel senso di qualcosa di tangibile)

Spesso sperano che il trovarsi in una situazione d’emergenza li spinga ad arrivare prima ai risultati. Sperano, appunto. Ma davvero ci si può affidare alla speranza? Talvolta funziona, ma nella maggior parte dei casi non è così.

Le abilità non crescono sopra gli alberi e non puoi andare a raccoglierle quando ti servono.

A dire il vero, forse qualcuno si è persino dimenticato che i frutti hanno una stagionalità. La pianta non li ha sempre a tua disposizione o, se proprio ne desideri una, potresti dover prendere un aereo che (sorpresa delle sorprese!) ti costa pure quello. 


Non è che se molli un lavoro da “dipendente” poi in automatico ti cresce la mentalità da “imprenditore“.
Non è che se sei timido e ti butti nella mischia, in automatico diventi il commerciale del secolo.

Questi ed altri sono i motivi per cui quando mi contattate dicendo:

«Voglio mollare il mio lavoro e aprire un’attività mia!»

Io vi faccio riflettere sulle abilità che vi serviranno e le costruiamo MENTRE avete ancora quel lavoro e quel reddito sicuro. Poi, quando sarete pronti, spiccherete il volo.

Non è trattenervi! È saggezza, è prudenza, è l’essenza dell’antifragilità.

Invito chi mi legge (e non è mio cliente) e vuole seguire l’esempio di chi dice di averlo fatto a:

  1. accertarsi che sia vero
  2. mettersi a tavolino con quella persona a calcolare quanto tempo/risorse sono state necessarie
  3. confrontare le abilità del lanciato (al momento del salto nel vuoto) con le abilità di chi è propenso al lancio (al momento (possibile) del salto nel vuoto)

Scommettiamo che non è così “facile” come vuole far credere?

E che dire dei “sognatori puri”?
Inconsapevoli della distanza fra la loro testa (nelle nuvole) e la terra (su cui poggiano i piedi), il prezzo più alto che pagano è non veder mai realizzato il loro sogno.

Perché? Perché non vogliono smettere di accettare una parte del loro carattere: quella che impedisce loro di agire dalla semina alla raccolta (non limitarsi a pensare e basta!), accettando il sudore, la sporcizia, il vento, l’aridità, le levatacce. 

Cambiamento è, prima di ogni cosa, buttare via ciò che ci impedisce di crescere, ciò che ci impedisce di avere una migliore qualità della vita.

(Sì, sono d’accordo: anche rinunciare a una parte di sé, anche se siamo consapevoli che ci limita, ha un costo)

Detto ciò, mi rendo conto che i “prezzi” di alcuni sogni sono difficili di quantificare ma proviamoci.

Il mio sogno che tramuterò in obiettivo è…

E lo raggiungerò entro la data…

A questo punto dovremmo ragionare su ciò che ti serve per realizzare i tuoi sogni, giusto?

Mentre tutti sanno quantificare le risorse materiali (viaggi, corsi, macchinari, costo del personale, …), più arduo è fare altrettanto con le risorse immateriali ed è proprio su questo aspetto che farei un esempio.

Diciamo che mi rendo conto che mi serve una determinazione fuori misura (è una risorsa? Caspita se lo è!). Ammettiamo che io faccio fatica perfino a portare a termine un piccolo compito (parto cioè molto, molto svantaggiata; dunque mi aspetta tanto lavoro su di me).

Nel calcolare il “prezzo del mio sogno”, oltre alle risorse materiali, dovrò tenere conto di quello che vedi nella tabella qui sotto:

Risorsa

Tempo necessario

Strategia

Costo necessario

Determinazione 3 mesi Mini obiettivi da portare a termine con costanza e regolarità ogni giorno; sessione con la coach; libro di Napoleon Hill

Tempo: 2 ore ogni giorno (Chi potrebbe risentirne? In che modo questa scelta mi “costa” emotivamente?)

Energia: gestire paura di fallire; gestire ostacoli e imprevisti.

Denaro: soldi per coaching e libro

Perciò, per usare una metafora, se il mio sogno è la “ricetta del secolo” che devo preparare, il suo prezzo lo calcolo facendo la lista degli ingredienti e delle abilità che mi servono. Alcuni li ho già, altri dovrò comprarli o perfezionarli.

Non solo. Prima di farla come si deve, probabilmente dovrò anche mettere in conto di farne tante da buttare (altri costi), o tante che verranno criticate (costi emotivi) o tante che faranno dire a chi le mangia che è meglio se rinuncio (altri costi emotivi).

Se gli altri la fanno facile, io la sto complicando troppo?

No. Solo conosco queste dinamiche molto, molto bene. Le vedo ogni giorno, aiuto ogni giorno qualcuno a tenerne conto. E alla fine, quando il sogno è realizzato, ci rallegriamo insieme per averci pensato per tempo.

Poi c’è chi si sazia guardando le ricette solo in foto e va bene così.

Come si dice? De gustibus…

Ma poi, a dire il vero, una foto da incompetente lascia gli occhi insoddisfatti e una foto da sogno ha il suo prezzo

6 Comments

  1. Potrei sottoscrivere ogni singola sillaba. E ti dico di più Paola: non avrei saputo spiegarlo meglio che tra “sogna” e “risultato” in mezzo c’è un “rimboccati le maniche e datti da fare che sarà dura”.

    1. So che siamo allineati in questo, Andrea e ti ringrazio per l’apprezzamento, anche se nutro dei dubbi sul fatto che non avresti saputo dirlo meglio…
      Credo si sia perso un po’ per strada il “senso della conquista“… Siamo bombardati di messaggi del genere “presto, subito e alla portata di tutti” che, in molti casi, non hanno nessun riscontro nella realtà e mi pare doveroso farlo presente…

  2. Ho calcolato e ricalcolato.
    Numero esageratamente alto, Paola!
    Però questo articolo è stre-pi-to-so. Ho appuntato la formula: in momenti d’emergenza, meglio sapere quanto… mi costo!

  3. Se ti capita guarda il documentario su NetFlix su Robbins. A me lui sta molto simpatico. Difficile non trovarlo simpatico e non essere d’accordo con lui.

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