Che male c’è ad avere una sana ambizione che vuole farti migliorare?

Ah, l’ambizione!
Che male c’è ad avere una sana ambizione?C’è chi sa viverla bene e chi no, chi si lascia ispirare e chi, invece, appena ha un desiderio un po’ più elevato degli altri, lo ricaccia giù giù giù nel fondo del suo cassetto, chi si mette subito in moto per realizzare ciò che vede in alto e chi si punisce anche solo per aver pensato di poter aspirare a qualcosa di diverso.

«Diamo un nome al tuo lato ambizioso, chiamiamolo Anthony. Anthony è colui che, se pensi di fare un corso di nordic walking per principianti, nel giro di pochi secondi…»

«…Mi ha già fatto visualizzare come istruttore di nordic walking circondato da una folla di ascoltatori!» 

«Esattamente! Ti fa fare quello che potremmo chiamare il “salto nell’iperspazio“… Hai presente quando in Star Wars saltano da una galassia a un’altra in un attimo?»

Ride.

«E adesso perché ridi?»

«Perché ho appena realizzato che se devo pensare a una montagna, penso all’Everest, non al Monte Rosa che è qui, a pochi chilometri… Se penso a un viaggio, penso ad andare in Australia, non un posto più vicino… Solo che…»

Eccolo lì!

Pochi minuti di leggerezza e subito il suo critico gli è saltato al collo.

«Ma poi mi giudico perché mi sembra troppo per me!»

Naturalmente non c’è niente di male nel pensare all’Everest, all’essere istruttore, al viaggio in Australia (e nell’essere ambizioso, in generale). Anzi, porta un vantaggio di cui forse non si rende conto: alza gli occhi dal quotidiano, trova spunti per elevare la qualità della sua vita.

«E gli svantaggi del pensare all’Everest (& co)? Quali sono?»

«Attiva le mie critiche più dure verso me stesso, mi richiama i fallimenti del passato, mi fa dare per scontato che potranno ripetersi. Finisce che mi perdo, giudico ogni mia iniziativa, ho paura di sbagliare e non agisco mai…»

Giusto.

Bisogna che capisca questo meccanismo che mortifica la sua ambizione, altrimenti continuerà a subirlo.

«Tu sei in pianura e Anthony l’ambizioso ti proietta sull’Everest. Cosa non sai di questo salto nell’iperspazio?»

«Non so cosa succede nel mezzo…»

Esatto! Eppure, nonostante non sappia cosa è accaduto nella compressione spazio-temporale, una parte di lui riesce comunque a dirgli che non ce la farà, che sbaglierà, che è impossibile, …

Non è “meraviglioso” come riusciamo a credere a noi stessi, anche quando ci stiamo ingannando da soli?

[Sì, hai ragione. Non è così tanto meraviglioso. Questi sono i miei entusiasmi da coach che ha individuato il sasso da rimuovere. Ora mi ricompongo.]

«Perciò resto fregato perché mi dimentico di capire cosa c’è nel mezzo?»

«Eh sì. Nel salto nell’iperspazio sono andate perdute tutte le informazioni necessarie per arrivare, le tappe del percorso che non hai ancora definito… Invece, tu sai che i passi nel mezzo fanno la differenza…»

La mia affermazione gli ricorda un libro (“Non ti farò aspettare“) e va a prenderlo.

Poco dopo mi legge il passaggio: 

“…Senza immaginare che un passo dopo l’altro sotto i nostri piedi avremmo disegnato la strada che ci avrebbe portati qui…”

Precisamente!

Torniamo al punto di partenza e cominciamo a immaginare quella strada ma al rallentatore anziché superveloci.

Vede i momenti salienti del viaggio. Talvolta scende nei dettagli e osserva che qualcuno di essi ha richiesto una preparazione più accurata, altri sono più snelli. 

«Ecco. Ora che hai disegnato una strada da seguire, se proprio ti dà gusto giudicarti, puoi farlo. Puoi ancora dire che è impossibile? Puoi ancora dire che è troppo per te?»

«No, obiettivamente no.»

L’ambizione serve ad alleggerirci, a elevarci, a farci sognare.

Cosa c’è di male? Nulla ed è bellissimo!

Le critiche ci servono a tenere in considerazione gli ostacoli, ciò che dobbiamo imparare, ciò che dobbiamo evitare, ciò di cui dobbiamo tenere conto. 

Certo, bisogna imparare a far collaborare ogni parte di noi, quella ambiziosa e quella dubbiosa, quella sognatrice e quella impaurita.

Ti accorgi che si sono alleate contro di te perché non ti muovi dalla posizione in cui sei, non riesci a prendere iniziativa, non riesci ad agire.

Capisci che sono alleate dalla tua parte perché agisci in maniera coerente verso il traguardo che la tua ambizione ti ha indicato.

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2 Comments

  1. Ahahahah! C’é un posto per me nel Millenium Falcum? Mica un posto qualunque! Sono ambiziosa io!! 😉

    La strada può essere disegnata, certo, non troppo precisamente, però: per lasciare spazio alle sorprese e alle modifiche che necessariamente apporteremo durante il viaggio.

    Buone ambizioni!
    Michela

     
    1. La verità è che, per quanto vogliamo essere precisi, non siamo perfetti: in fase di pianificazione del percorso dimenticheremo sempre qualcosa, ci sarà sempre qualcosa a cui non avevamo pensato, la vita sarà più creativa di noi! 😉

       

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