È un ripiego oppure è una rampa di lancio per la tua carriera?

Ci sono situazioni della vita in cui vorremmo realizzare un obiettivo, eppure dobbiamo temporaneamente metterlo in stand by e optare per quello che sembra essere un ripiego.

Con questo modo di vedere le cose, l’entusiasmo scende ai minimi storici ed è molto facile abbandonare il progetto di cambiamento che richiederebbe invece ancora più tempo ed energie.

Questa mattina A. mi ha detto:

“Ora capisco quella logica. La sensazione di ripiego è stata superata. Ho anche imparato tanto. […] Sono in una bella fase, una fase di rilancio. In questa fase mi sento più forte, mi piace ragionare sulle cose, prendere le decisioni giuste e affrontare le situazioni con uno spirito diverso in modo meno emotivo e ragionandoci sopra.”

Beh, a dire il vero mi ha anche guardato un po’ allibito aggiungendo:

Coach, tutto bene? Sembri ipnotizzata!”

Sì, un po’ lo ero perché il parallelo che la mia mente stava facendo fra la prima sessione e questa in cui si vedeva il balzo in avanti, beh… era strepitoso.

Avevo davanti agli occhi la vignetta “trova le differenze”, due scatti mentali in cui stavo individuando quello che c’era allora e oggi non c’è più, quello che non c’era e ora c’è.

Ma facciamo un passo indietro.

Un mese e mezzo fa, i toni erano altri:

“Quello che sto facendo è un ripiego…”

Un pensiero di quel tipo non gli faceva certo venire voglia di andare a 100 all’ora come gli sarebbe piaciuto… Disse che il mio compito era fargli venire la motivazione per qualcosa che viveva, appunto, come un:

Ripiego: s. m. Soluzione di emergenza identificabile in un rimedio per lo più inadeguato (cercare, trovare un r.) o, nell’ambito di un apprezzamento morale, in un espediente o in un compromesso precario o disonesto (vivere di ripieghi).

Ripiego o rampa di lancio per la carriera

Lui avrebbe voluto un’autostrada su cui andare lanciato verso il suo obiettivo di una carriera diversa e invece, per ragioni che non dipendevano da lui ma dall’ambiente in cui si trova attualmente, doveva percorrere la stradina laterale e tortuosa, con la sensazione di allungare i tempi e sprecare risorse. Ma più di ogni altra cosa, detestava quella condizione in cui non poteva spingere, il doversi trattenere.

Quel pensiero devo adattarmi era molesto e gli toglieva energie. Il lavoro restava fermo, lui guardava i faldoni e girava la testa dall’altra parte.

Siamo una gran bella squadra se oggi è così fiero di ciò che ha fatto e di come l’ha fatto.

Per passare da “ripiego” a “motivo di vanto” c’è voluto tutto il suo zelo, il suo mettere se stesso, la sua enorme voglia di riscatto, la sua determinazione a rispettare gli impegni presi con sé e con le persone che sanno a cosa sta puntando. 

È fatta? Ma neanche per idea! Siamo a buon punto (buonissimo!) ma restiamo concentrati fino al grande giorno.

Sai, la settimana scorsa hanno apprezzato una sua proposta e faranno in modo che diventi esecutiva facendogli i complimenti per l’intuizione; questa mattina si è meritato un

“Chapeau!”

proprio da chi considerava in qualche modo nemico“… E tutto questo mi toglie qualsiasi dubbio su come andrà anche il resto, insieme al fatto che ha capito quanto sono importanti gli strumenti che gli ho dato, li applica con precisione chirurgica e ora sa come gestire le sue emozioni.

Si è costruito una rampa di lancio con materiali all’avanguardia e la userà per realizzare la carriera che desidera.

Adesso basta, sennò si monta troppo la testa! 😉

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