Quell’ardente bisogno di nuovi ricordi

Superare i propri limiti per vivere nuove esperienze

“Se si vuole ottenere molto bisogna essere disposti a pagare molto, soltanto così è possibile entrare dentro le cose, oltre l’apparenza, fino a viverle, a sentirle come proprie, persi in una dimensione atemporale.

È l’infinito che irrompe, pretende il suo spazio e da piccola parte di un mondo a noi esterno, d’un canto ci si trova partecipi di un tutto, tanto da poter avvolgere in un unico abbraccio l’universo intero.”

Oliviero Bellinzani

Chiedo ospitalità a Paola, poiché credo che il suo blog sia un luogo adatto per condividere questo video e, più in generale, una riflessione sulla disabilità accolta, sfidata e vinta: Continue reading

Partire dalle ceneri come un’araba fenice per un nuovo inizio

Tempo per chiudere con il passato e iniziare una nuova vita
La finestra sul futuro

Nuovo inizio. Questa è la seconda volta che scrivo questo pezzo. Il primo ho ben pensato di eliminarlo, involontariamente si intende. Succede, i contrattempi e gli errori accadono, l’importante è imparare da essi. Questa volta mi auguro vada a buon fine; ma ora che ci penso, anche la reazione a questo episodio è interessante e fa parte di questa storia. Di come mi rapporto con gli errori.
L’idea è quella di scrivere la mia ‘Erylinetta Stone’ (ho preso spunto dalla ben più famosa ‘Rosetta Stone’ cioè dalla ‘Stele di Rosetta’).
Fissare un punto, scattare una fotografia ad oggi.

Partire da qui per proseguire più veloce e decisa che mai nel progresso e nel raggiungimento dei miei obiettivi.

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La Felicità si sceglie

Un sacco di persone dicono di voler cambiare, poi non cambiano mai.
Perché dovresti cambiare, allora? Perché lo devi a te stesso.

Non smettiamo mai di crescere. Da adulti spesso ci illudiamo sia così. Magari perché abbiamo già tutto: una famiglia, un buon lavoro, una casa, le passioni da coltivare nel tempo libero. Tutto quello che fa di un’esistenza, una vita. Poi capita un imprevisto, magari solo una folgorazione improvvisa, e tutto cambia.

Mi chiedo se il cambiamento ce l’abbiamo dentro e se sta lì silenzioso in attesa di uscire al momento propizio o se invece sia imbavagliato da qualche parte e riesca a spingersi all’esterno solo quando qualcosa fa click. O crack. Continue reading

Una sgridata per ritrovare la forza persa

Bisogna allenarsi per superare i momenti di difficoltà
Non ce la fai o non vuoi superare questo momento di difficoltà?

Magari potessi farti sempre e solo complimenti, magari! Sarei la prima a gioirne!

Invece no, a volte (spesso) serve anche una sgridata dalla coachPrendermi cura di te è anche richiamarti all’ordine e impedirti di cadere nei vecchi comportamenti.

Cara ********,

Non sei abbastanza allenata, è vero.

Hai mille momenti nell’arco della giornata in cui la tua mente tende a drammatizzare tutto e tu devi riprenderne il controllo.
Quando ce l’hai fatta, giusto qualche minuto dopo, è vero, l’effetto svanisce, ci resti di sasso e devi ricominciare.
È così che ci si allena.
Piuttosto, vuoi farla tua la regola del kiss?
Perché questo atteggiamento me ne ricorda altri, oltretutto ricorrenti.
Quando fai così ********, è un po’ come se tu non volessi cambiare.
Metti quell’etichetta io sono così(a seconda del momento, scegli fra “totalizzante” o “dicotomica” o “drammatica”, …) e il risultato è che smetti di rimboccarti le maniche, lasciandoti andare al disfattismo.
Ti chiedo se vuoi farla tua la “regola del kiss” perché, se non vuoi farla tua, non c’è problema.
Ma non nel senso che ti posso dare altri strumenti al suo posto.
Potrei, ma so che farebbero la stessa fine di questo.
Dico che non c’è problema perché te ne fai una ragione, vivi fino in fondo il tuo “essere drammatica” senza fingere di voler arrivare a quell’incontro con lui emozionata e allo stesso tempo serena, curiosa e allo stesso tempo fiduciosa in te stessa.
Io capisco che in questo momento vorresti essere rassicurata e basta, ********.
Lo farei se ti servisse davvero.
Ma no, non ti fa bene davvero.
Sarebbe un’operazione di make up (dato che mi chiedi un “trucco”) ma che non cambierebbe la qualità della pelle sotto.
E, perdonami, io lavoro sulla sostanza, non sull’apparenza.
Lavoriamo da un anno sulla gestione delle tue critiche e in due email dimostri di non saperne gestire neppure una. Non solo! Nemmeno hai iniziato a gestirle!
Almeno ci avessi provato e, dopo non esserci riuscita, mi avessi chiesto:
Coach, mi aiuti a gestire la critica “mi sento sotto esame”?
Coach, mi aiuti a gestire la critica “sono nella posizione più debole”?
Coach, mi aiuti a gestire la critica “lui ha mille cose da fare mentre io passo il mio tempo su un lavoro che non mi piace”?
Coach, mi aiuti a gestire la critica “ho paura di prendere una tranvata”?
Coach, mi aiuti a gestire la critica “per me in questo momento è troppo difficile”?
Invece no, le hai subite, le hai lasciate passare per cercare una scorciatoia (“hai un trucco, coach?”)
Se ti guardi da fuori, c’è sempre un “adesso non ce la faccio” seguito da un perché (“c’è la situazione con ********”, “c’è la situazione a lavoro”, “c’è la situazione con i miei genitori”, …)
E io non dico che non siano motivazioni ragionevoli per renderti tutto difficile.
Ma insomma… Davvero sono tutto questo enorme limite? Non puoi o non vuoi gestire la tua mente?
Non c’è bisogno che ti ricordi le persone che hanno menomazioni, carenze, difficoltà serie ma davvero davvero serie… Quelli sono i veri “adesso non ce la faccio”, eppure molti di loro ce la fanno comunque…
Risposta:

“Ciao Paola,

grazie della tua bella mail. L’ho letta con attenzione, la tua strigliata ;-), e mi ha fatto bene.
Grazie davvero. Mi ha dato forza. E… Lo vedo domani! :)”
 Bene. E non portarti all’appuntamento la “vecchia” te, lasciala a casa! 😉

La creatività il coaching e la mia intervista su Viver Sani e Belli

Paola Fantini_Viver Sani e Belli_luglio 2016
Un’anteprima della pagine della mia intervista su Viver Sani e Belli

Quindici giorni fa mi ha contatta la giornalista Silvia Finazzi; doveva scrivere un articolo per Viver Sani e Belli. Argomento: la creatività. La ringrazio molto per l’opportunità, specie su quest’argomento che mi sta così a cuore. Forse mi ha scelta proprio perché ne parlo continuamente e sono riuscita a far capire quanto ci tengo.

Subito dopo essermi rallegrata con me stessa, il mio primo pensiero è stato:

“Paola, fai in modo che si capisca quant’è importante la creatività nella vita di tutti i giorni!”

Il secondo:

“Paola, cerca esempi in cui tutti si riconoscano”

Il terzo:

“Paola, cerca di dare strumenti pratici, in modo che tutti possano sperimentare quello che sostieni.”

La settimana scorsa ho ricevuto la bozza, con questo incipit: Continue reading

Dalla solitudine al saper creare ottime alleanze

Dalla solitudine al saper creare ottime alleanze
Dalla solitudine al saper creare ottime alleanze

«Quando c’è stato quel problema, lei è andata subito a cercarsi degli alleati e io mi sono ritrovata sola. Ma se ci penso, anche altre persone che ho intorno fanno così: vanno a cercare sostegno e io rimango sola contro tutti. Io non sono come loro! Io sono abituata ad affrontare le sfide da sola.»

C’è un retrogusto amaro che sostiene questa visione dell’alleanza. Come se fosse qualcosa a cui ricorrere solo quando si è in difficoltà, come se cercare alleati equivalesse a cedere a un compromesso, come se cercare sostegno rappresentasse la mancanza di capacità necessarie ad affrontare un problema, come se essere esclusa dall’alleanza servisse in qualche modo a creare uno spartiacque e, per differenza, mettesse in evidenza le doti di chi fa tutto da sé, senza l’aiuto di altri.

La osservo. Da un lato manifesta tanto orgoglio per tutto ciò che ha conquistato con le sue mani (giustamente); dall’altro ha negli occhi e nella voce la stanchezza di chi non può combattere sempre contro tutto e contro tutti (giustamente). Continue reading

Le proprie aspettative e quelle degli altri

Le proprie aspettative e quelle degli altri

Questo è un post che parla di aspettative e lo fa in un modo che può sembrare un po’ contorto e forse lo è pure. Però, ho imparato che (da me) vi aspettate degli approcci “fuori dagli schemi”, perciò quando qualcosa ti sembrerà “sconnesso”, riponi fiducia in me fino alla fine, sapendo che saprò farti unire i puntini in modo inedito.

È anche un post che sembra riguardi aziende e clienti (e in effetti è così) ma sarà vero che mi sono limitata a quello? Uhm… 

Cominciamo con una citazione tratta da “Strategia oceano blu”: Continue reading

Da dove comincio per fare una impresa tutta mia?

 

Come trovare idea per fare impresa di successo
Come trovare l’idea per creare una impresa di successo

Posso fare un’impresa tutta mia? In che modo? Forse è la stanchezza e il fatto che non ne posso più di sentirmi dire quello che devo fare. Il punto è: da dove comincio?

Mi piace quando i miei clienti alzano il livello di difficoltà della sfida. Da quando ho aperto il Vivaio delle Stelle c’è stato un corri corri a chi fa meglio: tutto ciò mi riempie il cuore di orgoglio, lo ammetto.

Bene. Gli ho già risposto, ma questo post mi pare interessante e stimolante anche per altri. Continue reading

Il terreno minato della separazione

Il terreno minato della separazione
Il terreno minato della separazione

“Mi sono bloccato su questo aspetto. Non riesco a superare quell’ostacolo di dovermi staccare dai bambini. Quello che mi frena è l’incertezza del lasciare la zona di comfort di “padre come lo sono adesso” per una zona sconosciuta.”

Non c’è nulla di facile nel chiudere una storia d’amore. Non c’è niente di semplice nel gestire la separazione di una coppia e tutte le persone coinvolte, più o meno direttamente.

“Il matrimonio era una cosa sacra e non avevo mai pensato che sarebbe potuto succedere proprio a me di separarmi. Poi non è una cosa così insolita perché quando accompagno i miei figli a scuola lo vedo bene che la metà dei loro compagni ha i genitori separati.”

Sì, certo, la parte razionale sa tutto questo.

Poi però, c’è quella vocina che dice:

Come penso di muovermi, vedo che ci sono tante mine in giro.

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Una strategia di motivazione per chi non riesce a vedere i risultati del proprio impegno

Vedere risultati

Questo post è per chi si impegna per raggiungere un obiettivo e non riesce a vedere i propri progressi. Magari ha persone intorno che urlano, cercando di metterli in evidenza, ma tutto questo non basta. Magari li tocca con mano, ma non li riconosce. 

Sì, certo, a volte può essere stato definito male l’obiettivo; altre volte è perché non si hanno strumenti di misurazione efficaci; ma capita anche che si tratti di una sorta di “incapacità” o di “capacità mal orientata”.

In un certo senso, riguarda anche chi era partito/a bene rispettando il proprio piano d’azione, con disciplina, costanza e impegno e poi è caduto/a nella trappola della discontinuità proprio perché, non riuscendo a constatare i propri passi avanti, ha pensato fosse tutta fatica inutile.

Perché, intendiamoci, cosa genera più demotivazione di quel momento in cui i risultati del proprio sforzo giocano a nascondino con la nostra percezione? Continue reading